di
Corriere Animali
Il sovrano che è spesso considerato un paladino dell'ambiente e della biodiversità avrebbe licenziato anche il guardiacaccia per il calo di prede destinate al Boxing Day famigliare di Santo Stefano
A Sandringham, la tenuta di re Carlo nel Norfolk, c'è penuria di fagiani. La notizia è definita dal Sun addirittura «devastante» per il sovrano, che è considerato un (quasi) vegetariano, (all'incirca) ambientalista e (adesso, anche poco convinto) animalista. Se è vero, infatti, che ogni tanto il vegetarianismo consente al re l'eccezione di una pietanza a base di carne e se per andare oltremanica, da Londra a Parigi, il monarca non sa rinunciare all'aereo (più inquinante del treno), c'è da scommetterci che ora i detrattori reali storceranno la bocca anche sul suo «animalismo».
Ma, critiche a parte, certo è che Charles alle tradizioni non sa rinunciare, perché vede nella caccia di Santo Stefano al gallinaceo non solo la possibilità per rievocare antichi usi del suo lignaggio, ma anche un modo per rinsaldare legami familiari molto spesso fragili. Disperato dalla scarsità di questi uccelli, che un tempo proliferavano nella residenza di campagna della famiglia reale, a uso e diletto dei cacciatori di selvaggina da penna, il tabloid rivela che Carlo ha perfino licenziato il suo guardacaccia di lunga data.






