di

redazione Esteri

Assassinato nel 1978, fu costretto a dimettersi dalle forze armate a causa della sua omosessualità. Secondo i documenti visionati da Military.com e Cbs, l'obiettivo dell'amministrazione Usa è quello di ristabilire la «cultura guerriera» all'interno delle forze armate

Ormai è noto che tra le priorità dell’amministrazione Trump II non ci sia la tutela della diversità. Come proseguimento della lotta contro le Dei, che ha coinvolto dalle forze armate allo sport, è arrivato l’ennesimo attacco alla sfera Lgbtq+. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato di rinominare la nave petroliera della Marina statunitense Harvey Milk, inaugurata nel 2021 e dedicata all’omonimo attivista e veterano della Marina, noto per la sua lotta per i diritti della comunità omosessuale. L'obiettivo? Secondo quanto scritto nei documenti visionati da Military.com e Cbs si tratta di un'operazione più ampia che mira a reintrodurre la «cultura guerriera» all'interno delle forze armate Usa. Milk, uno dei primi politici apertamente gay eletti negli Stati Uniti sul quale nel 2008 il regista Gus Van Sant ha girato un film con protagonista il premio Oscar Sean Penn, fu costretto a dimettersi dalla Marina nel 1955 dopo un interrogatorio sul suo orientamento sessuale, in un’epoca in cui l’omosessualità era severamente discriminata nelle forze armate. Fatto che rifletteva la cultura repressiva degli anni ’50, quando migliaia di militari furono allontanati per motivi simili.