Quattro otorini e un anestesista in servizio presso l’ospedale di Imperia sono indagati dalla procura della repubblica di Genova con l’accusa di omicidio colposo per la morte di una 72enne all’ospedale San Martino di Genova nei mesi scorsi. Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata ricoverata presso il nosocomio imperiese per problemi alla cistifellea, tali da necessitare di un’operazione. Il giorno dell’intervento la donna sarebbe stata intubata. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, però, viste le difficoltà incontrate, i medici avrebbero deciso di interrompere l’operazione e di posticiparla ad altra data con modalità differenti. Intervento rinviato e trasferimento a Genova Estubata e dimessa, la 72enne si sarebbe ripresentata cinque giorni dopo all’ospedale di Imperia con un ascesso alle vie respiratorie. Nell’occasione, dopo tutti i controlli sanitari del caso, la paziente sarebbe stata sottoposta a un’ulteriore visita, questa volta al fegato, che avrebbe dato risultati poco incoraggianti. Da qui la decisione di procedere al trasferimento immediato all’ospedale San Martino di Genova, dove la donna è spirata nei giorni seguenti per una forma di epatite fulminante. L’inchiesta della procura di Genova è partita proprio a seguito della segnalazione inoltrata dal nosocomio genovese. Richiesta una perizia Per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e cristallizzare eventuali elementi di prova, il gip del tribunale di Genova ha disposto una perizia necroscopica nelle forme dell’incidente probatorio. Non è escluso, da quanto trapela, che in questa fase possano essere iscritti nel registro degli indagati altri soggetti. Gli organi inquirenti hanno proceduto all’acquisizione della cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria relativa alla donna deceduta. L’obiettivo è verificare se vi siano state negligenze, imprudenze o omissioni da parte del personale sanitario. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alessandro Mager, Alessandro Moroni, Emilio Varaldo e Lorenzo Rovere. In cinque anni 12 milioni di risarcimenti L’Asl 1 imperiese dall’anno 2012 opera in regime di gestione diretta del rischio derivante da responsabilità civile verso terzi e verso prestatori di lavoro, per questo le eventuali richieste danni di terzi pervenute all’azienda vengono gestite dai comitati gestione sinistri di cui l’Asl fa parte. Le liquidazioni sono a carico di un fondo speciale regionale. Per l’attività di sperimentazione la responsabilità civile è coperta da apposita polizza, Lloyd’s Insurance Company S.A. Dal 2019 al 2023 l’Asl, coperta da assicurazione, ha speso 12 milioni e mezzo di euro per il risarcimento di 231 sinistri.
Rinviata l’operazione e trasferita all’ospedale di Genova, intanto la donna muore: 5 medici indagati
Ricoverata a Imperia per un problema alla cistifellea, è deceduta al San Martino per una forma di epatite fulminante






