di ENRICO ROTELLIRomanziere, commediografo, critico letterario, con i suoi libri ha fatto da padre alla letteratura gay, aveva 85 anni
� morto Edmund White, l’uomo che con i suoi libri ha fatto da padre alla letteratura omosessuale. Aveva 85 anni ed � stato uno dei primi intellettuali a parlare apertamente della propria sieropositivit� e far capire che con l’HIV si pu� avere una vita normale. Nato il 13 gennaio 1940 a Cincinnati, Ohio — i genitori hanno divorziato quando aveva sette anni — White � cresciuto a Evanston, Illinois, e da ragazzo ha frequentato l’esclusiva Cranbrook School, in Michigan. Ammesso ad Harvard, ha preferito rimanere vicino al suo terapeuta che gli aveva assicurato di poterlo curare dall’omosessualit� e laurearsi all’Universit� del Michigan.
L’arguzia e la bellezza della sua prosa sono state chiare gi� nel primo romanzo Forgetting Elena del 1973. Da allora ha scritto un’altra trentina di libri (in Italia i suoi titoli sono disponibili per Playground). Il pi� amato dai lettori � forse Un giovane americano del 1982, primo volume della trilogia in parte autobiografica in cui ha raccontato la formazione di un adolescente che cresce negli Stati Uniti ingenui e moralisti degli anni Cinquanta, tra la paura del confronto con gli altri, la solitudine, la voglia di appartenere a una comunit� e il desiderio nei confronti di chi aveva il suo stesso sesso. Gli altri due volumi sono La bella stanza � vuota del 1988 e La sinfonia degli addii del 1997 (un percorso a cui nel 2000 si aggiunge anche L’uomo sposato). Anche quando � entrato nei dettagli sessuali pi� intimi, White ha saputo farlo con grazia continua e umorismo, e soprattutto un senso di leggerezza che rende immediata la comprensione di cosa significhi districarsi tra le contraddizioni della societ� e della nostra vita.











