di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Le truffe telefoniche manipolano i numeri di chiamata per ingannare le vittime. Spinti dall'urgenza, gli utenti forniscono dati personali e sottoscrivono nuovi contratti. Dopo i tentativi di truffa ai suoi stessi dipendenti, Iliad ha fatto un esposto al Tribunale di Milano
Il telefono squilla. Sul display appare un numero cellulare italiano, non memorizzato. Sconosciuto. Sarà il solito operatore che propone una nuova offerta per le bollette, pensa Michele Rillo, 34enne di Benevento, residente a Roma. Quando risponde, dall’altra parte scatta una voce registrata: «Gentile cliente, a breve avverrà una rimodulazione contrattuale». E poi l’invito a premere un tasto per selezionare l'operatore con cui hai sottoscritto il contratto. Il meccanismo è sostanzialmente «a tappeto»: vengono citati tutti i principali operatori telefonici. In questo caso, Michele è un utente Iliad e, dunque, seleziona il tasto 9 corrispondente. A questo punto, viene trasferito finalmente a un operatore di call center in carne e ossa.
La signorina che risponde, spacciandosi per dipendente Iliad, conferma un imminente «disservizio sulla linea» e una conseguente «rimodulazione tariffaria», spingendo Michele a migrare quanto prima verso un nuovo contratto, per evitare di soffrire i disservizi. Ed è in questo momento che entra in gioco un’altra operatrice del call center, stavolta in rappresentanza di un fantomatico – e inesistente – «servizio ministeriale di tutela del consumatore». L’operatrice verifica la miglior offerta al momento attiva e chiede a Michele la disponibilità a essere ricontattato; lui accetta, e di lì a poco viene effettivamente contattato da un altro operatore di call center, per conto di una compagnia telefonica. Ma ciò che gli operatori-truffatori non sanno è che stavolta hanno composto il numero sbagliato: Michele Rillo, infatti, oltre a essere un cliente Iliad, è anche dipendente della stessa compagnia telefonica e, da tempo, l’azienda è impegnata nel contrasto a questi comportamenti ingannevoli. Con la registrazione della chiamata truffaldina (vedi qui il video), Michele Rillo - insieme ad un’altra collega e all’azienda stessa - ha presentato un esposto al Tribunale di Milano.






