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Dopo i medical e i period, Netflix fa suo un altro genere cardine della tv di network: il "murder mystery col genio". Lo fa con Dept. Q - Sezione casi irrisolti, fantastica serie britannica (ma ispirata a una cugina scandinava) che, dopo Sherlock ed Elementary, The Mentalist e Backstrom, Luther e Lie to Me, ci dona un nuovo detective brillante e disturbato da seguire in indagini avvincenti. Più i protagonisti sono inglesi dal pessimo carattere e meglio è, e il produttore Scott Frank (il quale è americano e ha già firmato al cinema Out of Sight di Soderbergh e Minority Report di Spielberg, e in tv le serie Godless e La regina degli scacchi) lo sa bene. Nei panni del cinico e misantropo ispettore capo Carl Morck, un geniale investigatore inglese della polizia di Edimburgo che odia gli scozzesi e impreca come uno scaricatore di porto, troviamo il soave Matthew Goode. Già di per sé ingaggiare un attore famoso per interpretare personaggi eleganti e compassati come il vampiro Clairmont di A Discovery of Witches e l’aristocratico Talbot di Downton Abbey nei panni di un tipo irritante, arrogante e asociale, è brillante, ma Dept. Q offre molto di più per entusiasmare.






