BELLUNO - «Sarai un uomo morto». La minaccia, indirizzata al sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, arriva dal Brasile dove le richieste di cittadinanza iure sanguinis, ovvero per accertata discendenza da un cittadino italiano, hanno paralizzato il piccolo Comune. De Pellegrin, apostrofato tra l’altro come «fascista» in uno dei tanti post comparsi anche sul suo profilo social, è stato infatti l’ispiratore del Dgl n. 36/2025, noto come decreto Tajani, con il quale si è dato un giro di vite alla legge n. 91 del 1992 sulla cittadinanza italiana. Anche con un avo risalente all’Ottocento si poteva ottenere l’ambito status giuridico. Oggi invece gli italo-discendenti nati all'estero saranno automaticamente cittadini solo per due generazioni. E qui si è spezzata la catena del gigantesco business, che si stima generi circa 4 miliardi di euro l’anno (10mila euro a pratica), liberando un clima di violenza. Sulle cittadinanze si era creata una vera industria a livello planetario. Del resto, un italiano nel mondo lo si trova sempre. Basterà pensare al caso di Rovigo dove lo studio Permunian, specializzato in materia, è stato costretto a chiedere la cassa integrazione per 200 dei a 420 dipendenti presenti nel mondo. In ballo aveva ben 12 mila pratiche con richieste arrivate da ogni angolo del pianeta.