(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Da un lato la guerra dei dazi, che produce incertezza sui mercati, dall’altro l’aumento della spesa militare, che sostiene i titoli del comparto Difesa. Spinte contrapposte che hanno suggerito prudenza alle Borse europee, che però migliorano sul finale chiudendo quasi tutte in rialzo (con l’eccezione di Madrid). Nel frullatore dei mercati finiscono così gli stessi 'ingredienti' che stanno segnando le ultime sedute. In testa, le tensioni commerciali tra Usa e resto del mondo (in primis Ue e Cina), mentre si attende già per questa settimana una telefonata distensiva tra Donald Trump e Xi Jiping.

Wall Street fa i conti con il taglio delle stime di crescita dell’Ocse, mentre, l’inflazione europee rallenta più delle attese (+1,9% annuo), dando agli osservatori la speranza che la Bce, oltre al taglio dei tassi atteso giovedì 5 giugno, possa procedere a un’altra sforbiciata in corso d’anno. Su tutto aleggiano sempre i dazi, le cui implicazioni reali restano ancora da valutare, visto che le tariffe su acciaio e alluminio saliranno al 50% dal 4 giugno.

Tra i principali indici europei, il Ftse Mib di Milano chiude in cauto rialzo dello 0,23%, il Cac 40 di Parigi dello 0,3% e il Dax 40 di Francoforte a +0,6%. Chiusura negativa per Madrid che perde mezzo punto percentuale.