«Avevo visto un capannello di gente vicino a quella macchina: dentro c’era un cane visibilmente sofferente. C’era anche il padrone che ha mandato via tutti dicendo che al proprio cane pensava lui. Poi sono tornato dopo pochi minuti e la situazione non era cambiata. Allora ho pensato che qualcosa andava fatto, non ci si poteva girare dall’altra parte». Parla Davide Castiello, il soccorritore di Torino che ieri a Loano ha salvato la vita a un cane rimasto chiuso all’interno di una macchina su corso Roma, a Loano. Era in Liguria per il ponte del 2 giugno e, forse, mai pensava di trovarsi a salvare la vita a un animale.

Pochi minuti e sarebbe morto

«A quanto ho capito – spiega Castiello che lavora alla Croce Verde di Torino -,il proprietario dell’auto aveva chiuso la macchina, una Mercedes, e le chiavi erano rimaste dentro. Così come il cane. La temperatura era elevata e dentro quell’auto il cane aveva sicuramente difficoltà a respirare. Quando mi sono avvicinato per capire cosa stesse succedendo, visto il gruppo di persone, ho sentito che il proprietario diceva di stare tranquilli che ci avrebbe pensato lui. Solo che i minuti passavano e nessuno cercava un modo per liberare il cane». Finché passa di lì un fabbro: «Vede la situazione e con gli attrezzi del mestiere riesce ad aprire l’auto. Il cane era agonizzante, in iperventilazione. Respirava con l’addome e non con i polmoni. Allora ho cercato di applicare a lui le stesse procedure che si fanno sugli uomini in crisi di ossigenazione. Finché non sono riuscito a parlare al telefono con un veterinario che mi ha consigliato come poter attuare una manovra più incisiva con l’uso dell’ossigeno. C’erano persone che urlavano, si disperavano».