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L’anno scorso la piattaforma di streaming MUBI comprò The Substance per 12 milioni di dollari. Il film con Margaret Qualley e Demi Moore aveva inizialmente un accordo di distribuzione con la Universal, che però una volta visto il film finito aveva deciso di disfarsene. Comprarlo fu una mossa ardita ma si rivelò una decisione azzeccata, perché il film incassò 77 milioni di dollari, diventando uno dei più discussi della stagione. Quell’intuizione, unita a 100 milioni di dollari di finanziamenti, ha posto le basi per trasformare quella che tutti conoscono come una piattaforma di film indipendenti e di nicchia in una società di distribuzione in grado di competere con le più grosse del settore in tanti paesi del mondo tra cui, da poco, anche l’Italia.

Oggi infatti la valutazione della società è di un miliardo di dollari. È cioè uno dei tre soggetti più grandi nel mondo del cinema d’autore insieme ad A24 e Neon. All’ultimo Festival di Cannes è stato il compratore maggiore: se si considerano solo i diritti di distribuzione nel Regno Unito e negli Stati Uniti, MUBI ha acquistato 10 film sui 21 in concorso al festival, più di tutti. Tra questi ci sono alcuni dei più discussi, come Sentimental Value, The History of Sound e il più prestigioso di tutti, Die, My Love di Lynne Ramsay con Jennifer Lawrence e Robert Pattinson. È stata l’acquisizione più costosa nella storia di MUBI, che l’ha pagato 24 milioni di dollari, il doppio di The Substance, per portarlo in sala in 14 dei principali territori mondiali, Italia inclusa. È stato il punto di arrivo di una strategia lunga.