"Meno battute e più sostanza", oppure "Poteva stare zitto". All'indomani dell'uscita di Matteo Salvini chi produce vino in Toscana non è che rida così tanto. Certo c'è ironia, c'è campanilismo e quant'altro, ma nel mondo del vino - specie nella nostra regione - le frasi di Matteo Salvini sono state giudicate "gravi e offensive". Quegli aggettivi li ha usati poche ore dopo i fatti il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, chiamato in causa nel dialogo incriminato tra il vice premier e il presidente d'Abruzzo Marco Marsilio. Ma a più di ventiquattr'ore da quel "i toscani hanno rotto le palle" pronunciato dal leghista si alzano parecchie voci polemiche dalle vigne.
C'è un po' di malumore a Montepulciano e anche fuori dai confini poliziani. "Il commento di Salvini non è stato dei più felici. Poteva essere evitato - ha spiegato Nicolò Trabalzini (Cantina De' Ricci di Montepulciano) - ma stiamo provando ad archiviarlo come una battuta che lascia il tempo che trova. Avremo modo di invitare il ministro a Montepulciano, per fargli conoscere il vino e il borgo. E inviteremo anche il presidente della Regione Abruzzo, in modo da poter apprezzare insieme differenze e unicità del Nobile di Montepulciano e del Montepulciano d'Abruzzo. Non si può fare un paragone sul numero di bottiglie esportate, come ha fatto lui, perché sono produzioni che fanno riferimento a territori di grandezze diverse, oltre ad avere stili e varietà differenti". Nicolò Trabalzini ci ha tenuto anche a smentire l'idea di rivalità con i colleghi abruzzesi: "Si tratta di due eccellenze italiane, ma con produttori abruzzesi non c'è una sfida. Non siamo rivali, ma colleghi e fra noi c'è dialogo e confronto costante"."È stato completamente fuori luogo, peraltro in un momento che non è facile". Non ha usato mezze misure Francesco Mazzei, presidente Consorzio Tutela vini della Maremma Toscana. Il titolare di una delle più storiche aziende del vino ha aggiunto: "Forse quando fa queste battute non si rende conto che c'è un tessuto economico dietro e c'è gente che lavora. Se stesse zitto, farebbe meglio, ultimamente sta facendo danni, come il decreto sul tasso alcolico". Pur riconoscendo la "battuta" di Salvini, anche Bernardo Guicciardini del Consorzio Morellino di Scansano ha risposto a tono: "Ci sarebbe da capire cosa ha creato questo malcontento da parte sua, in che cosa si rompe le scatole...". Ancora Guicciardini: "Ritengo che non sia il momento idoneo per fare polemiche, è un periodo difficile e c'è bisogno di essere uniti, ancor di più di quanto lo siamo adesso. Il tempismo è sbagliato a priori e poi non mi sembra ci siano problematiche tali da far sbottare un rappresentante del Governo". E poi Mazzeo, Giani e tanti altri dalla politica hanno risposto. Per esempio il sindaco di Montepulciano Roberto Angelini addirittura ha pensato "che la card con le parole di Salvini fosse una fake news". Il primi cittadino ha giudicato le parole del ministro un "oltraggio ingiustificato nei confronti della Toscana e dei toscani e una denigrazione del Nobile di Montepulciano, simbolo del nostro patrimonio culturale e agricolo". Non mancano le difese da destra, come quella del segretario leghista toscano Luca Baroncini: "Palesemente era una battuta, Salvini ama la Toscana".Il leader della Lega è atteso oggi (30 maggio) alle 19.30 al Teatro Cartiere Carrara di Firenze ma già ieri sera ha provato a aggiustare il tiro. "Inviterò al ministero i produttori del Montepulciano d'Abruzzo e del Nobile di Montepulciano, coi relativi amministratori dei territori. Sono entrambe eccellenze italiane da promuovere" ha detto alla (presunta) fine del bailamme il ministro e vice premier, che evidentemente vuole dar vita a una sorta di 'compromesso storico' del vino.







