Si infiamma la querelle sulla differente visione del futuro della città, tra turismo e storia industriale

L'ex stabilimento industriale dell'Agnesi, nel porto di Imperia (Perotto)

Imperia – Hotel di lusso a Imperia? Il dibattito si scalda nel capoluogo del Ponente dopo le dichiarazioni del sindaco Claudio Scajola, che durante una conferenza stampa ha ribadito quanto già dichiarato ad aprile proprio al Secolo XIX annunciando i tempi del progetto relativo al bosco sul lungomare Vespucci: «A Imperia mancano gli hotel di lusso». E gli alberghi a cinque stelle, nella visione del primo cittadino, potrebbero trovare spazio nel nuovo waterfront del porto turistico e nell’area dell’ex stabilimento Agnesi.

Ex stabilimento, attacca dall’opposizione il consigliere del Pd Ivan Bracco, perché in sostanza negli anni niente sarebbe stato fatto per difendere un altro tipo di sviluppo. «Con 10 euro si può comprare un souvenir della storia industriale di Imperia. Questo è il valore complessivo di un pacco di pasta Agnesi e di una latta di olio di oliva Sasso al dettaglio. Una cifra contenuta per due marchi storici che continuano a essere presenti sugli scaffali di vendita. Solo il nostro sindaco fa finta di non saperlo e questa, purtroppo, non è una novità. Sappiamo quanto sia distratto. Lo stabilimento Agnesi, che il beneamato trasformerà in un resort di lusso, ha chiuso i battenti senza che la lunga mano del ministro – afferma Bracco - riuscisse a trovare un luogo diverso da quello prospiciente il porto di Oneglia, per rendere appetibile il mantenimento della produzione nella nostra città. Vogliamo parlare della Sasso? Hanno venduto l’area, ma non si è riusciti a mantenere marchio e lavoro a Imperia».