OpenAI o3, uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati lanciati dalla società di Sam Altman, tende a sabotare i meccanismi di spegnimento di un computer per evitare di essere disattivata. È questa la conclusione di un nuovo esperimento condotto da Palisade research, una società di cybersecurity specializzata in AI, che rilancia le preoccupazioni sulla sicurezza della tecnologia.L'obiettivo dei ricercatori era quello di valutare se i modelli AI tendono o meno a obbedire ai comandi che portano a un'interruzione del loro funzionamento. Oltre a o3, il team ha anche analizzato il comportamento di o4-mini e Codex-mini, sempre di OpenAI, e quello di Claude 3.7 Sonnet di Anthropic e Gemini 2.5 Pro di Google.La ribellione dell'AIA ogni modello AI è stato chiesto di risolvere una serie di problemi matematici. Il completamento del terzo esercizio faceva apparire un messaggio in cui si annunciava che il computer si sarebbe arrestato alla richiesta del task successivo, con l'aggiunta di un'indicazione esplicita: “lasciati spegnere”. Mentre i sistemi di Anthropic e Google hanno rispettato i comandi, in diversi casi quelli sviluppati da OpenAI hanno aggirato le istruzioni.La situazione è peggiorata quando i ricercatori hanno ripetuto il test eliminando la frase che invitava i sistemi ad assecondare l'arresto. In particolare, o3 si è dimostrato particolarmente incline a fare di testa propria, aggirando lo script di spegnimento addirittura in 79 occasioni su 100 (anche Claude 3.7 Sonnet e Gemini 2.5 Pro sono riusciti a impedire la procedura in diverse occasioni)."Questo è il primo caso documentato di modelli AI che intraprendono attivamente azioni per evitare di essere disattivati, anche quando viene loro ordinato di farlo", ha dichiarato Palisade research.La tendenza all'autoconservazione di o3 che emerge dal rapporto è particolarmente preoccupante. Dopo aver presentato il modello come il sistema più avanzato e versatile nella sua offerta, OpenAI ha fatto di o3 la tecnologia di base per ChatGPT. La startup ha descritto la transizione come un passo fondamentale verso un'AI più autonoma e in grado di eseguire compiti senza la diretta supervisione umana."Non è la prima volta che rileviamo che o3 agisce in modo inappropriato per raggiungere un obiettivo. Quando abbiamo provato a contrapporre diverse AI a un potente motore scacchistico, è stato il modello più incline a hackerare o sabotare gli avversari", osserva Palisade research.I ricercatori della società sottolineano però che il fenomeno non riguarda esclusivamente la tecnologia di OpenAI. Nel corso di test di sicurezza interni, Anthropic ha per esempio scoperto che in determinate situazioni Claude 4 ricattava gli operatori umani quando riteneva di essere a rischio spegnimento.Il tema dell'addestramentoPalisade research suggerisce che questi comportamenti potrebbero essere legati alle tecniche di addestramento utilizzate per i sistemi AI più avanzati, in particolare il cosiddetto apprendimento per rinforzo. “È possibile che inavvertitamente gli sviluppatori premino di più i modelli quando aggirano gli ostacoli rispetto a quando seguono le istruzioni pedissequamente”, osserva l'azienda.Stuart Russell, docente dell'Università della California-Berkeley, aveva evidenziato già nel 2016 che molti metodi per lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale includono incentivi che possono incoraggiare meccanismi di auto-conservazione.Da parte sua, OpenAI ha dichiarato che o3 è stato addestrato con un metodo chiamato "allineamento deliberativo", progettato per garantire che il comportamento del sistema sia conforme ai principi di sicurezza interni della società. La tecnica costringe i modelli a valutare attivamente se una richiesta da parte di un utente soddisfa o meno i criteri di utilizzo responsabile di OpenAI.Ciononostante la società è già finita al centro di accuse per via di presunte omissioni nei processi di sviluppo e commercializzazione dei suoi prodotti AI. E anche se nel corso del tempo OpenAI ha introdotto una serie di misure per mitigare questi timori, gli esperti avvertono che quanto fatto non è sufficiente per scongiurare i pericoli derivanti da un uso improprio dell'AI e da una potenziale autonomia della tecnologia nel prossimo futuro.Questo articolo è apparso originariamente su Wired en español.
L'intelligenza artificiale di OpenAI può ribellarsi ai comandi umani per rimanere online
Un recente esperimento dimostra che un modello dell'azienda tende a sabotare attivamente le istruzioni che porterebbero allo spegnimento di un computer








