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Giovedì il tribunale federale nazionale ha assegnato 8 punti di penalizzazione in classifica alla squadra di calcio maschile del Brescia per violazione amministrativa, 4 nella stagione corrente e 4 per la prossima. Con questa penalità, il Brescia verrebbe automaticamente retrocesso in serie C, la terza e ultima categoria maschile del calcio professionistico in Italia, mentre la Sampdoria andrebbe ai playout contro la Salernitana (cioè uno spareggio per decidere la quarta squadra retrocessa).
È comunque ancora tutto da vedere, visto che questa è la sentenza di primo grado e il Brescia ha fatto sapere che farà ricorso alla Corte sportiva d’appello.
Lo scorso 13 maggio, con l’ultima giornata di campionato, la Sampdoria era retrocessa per la prima volta nella sua storia in Serie C. Il Brescia invece si era salvato arrivando 15esimo in classifica con 43 punti, due punti in più della Sampdoria, 18esima. Secondo alcune indagini condotte dalla procura federale, l’organo della FIGC che si occupa di illeciti sportivi, il Brescia tuttavia non aveva pagato regolarmente le imposte sul reddito (IRPEF) e i contributi previdenziali all’INPS per i suoi tesserati. Il Brescia aveva sostenuto di essere stato truffato da un’altra società, ma giovedì il tribunale ha stabilito che c’erano effettivamente state delle irregolarità: oltre alla penalizzazione, ha assegnato sei mesi di inibizione a Massimo Cellino, il presidente della società, e al figlio Edoardo Cellino, consigliere delegato.










