Quanta luce può diffondersi da un luogo curato e vissuto, dove la cultura è per tutti i generi e tutte le età, e il cui scopo non è economico ma sociale. Ricomincia l’estate del Lumen, dal 2021 centro culturale e punto di ritrovo per i giovani, ma anche per le famiglie e i bambini, gli adulti e gli anziani, che ha raggiunto in questi quattro anni quasi undicimila associati (la tessera con cui si può partecipare a tutte le attività tra laboratori, spettacoli e concerti, ha un costo di 10 euro a nucleo familiare), e trentuno associazioni partner che contribuiscono con le loro iniziative.

Un progetto autofinanziato, con la concessione dello spazio nel verde del Parco del Mensola da parte del comune, Lumen è il risultato del lavoro di Antonio Bagni e Francesca Merz, presidente e vicepresidente dell’Associazione di promozione sociale “Icchè Ci Vah Ci Vole”, e della squadra di tecnici e responsabili dei servizi, dipendenti retribuiti con un salario minimo di nove euro netti all’ora. «Un modello di rigenerazione urbana da replicare», afferma la vicesindaca Paola Galgani, Lumen è in continua crescita: sono aumentati i palchi dove si alternano gruppi di musica dal vivo e dj, in questa nuova stagione ci sarà uno stage all’aperto, e sono migliorate le tecnologie per la rilevazione dell’acustica e i sistemi di insonorizzazione per la convivenza con la comunità locale, sollevata anche da un possibile e insostenibile aumento di macchine nella zona grazie al servizio navetta gratuito con la collaborazione di Autolinee Toscane. Tra le altre novità di quest’anno, i centri estivi per i bambini dai 6 ai 12 anni (per partecipare mandare un’email a cosmonuovegenerazioni@gmail.com).