Dopo una stagione regolare perfetta, conclusa con il miglior record assoluto (68 vinte, 14 perse) si diceva che non ci sarebbe stato da stupirsi nel vedere gli Oklahoma City Thunder conquistare le finali della Nba. Detto e fatto: ora è tutto vero e tutto reale, i Thunder hanno sfruttato il fattore campo di gara 5 per spazzare via di nuovo i Minnesota Timberwolves (124-94) e chiudere la serie sul 4-1, incamerando già il titolo della Western Conference. Per OKC, franchigia nata nel 2008 come erede dei Seattle Supersonics che avevano chiuso bottega (per inciso, i tifosi nostalgici dei Sonics sono ancora tanti e per loro questi successi sono da legare alla «loro» squadra) è un ritorno a The Finals 13 anni dopo il primo e unico precedente: quella era la formazione di Kevin Durant, Russell Westbrook e James Harden e fu sconfitta dalla Miami dei «tre tenori», LeBron James, Chris Bosh, Dwyane Wade. Poi quei Thunder non riuscirono a dare continuità, ci fu nel tempo la diaspora dei campionissimi e nel 2019 cominciò un nuovo ciclo, al quale partecipò anche Danilo Gallinari (solo nella prima stagione, peraltro: poi il Gallo puntò su Atlanta) e che fu basato, in attesa di rimpolparlo con varie ottime scelte nei Draft, sul talento di Shai Gilgeous-Alexander. Per la cronaca, il canadese - che in questa finale Ovest ha battuto suo cugino Alexander Walker (classe 1998 entrambi, tra i due ci sono meno di due mesi di differenza) - è stato appena eletto Mvp della stagione: dunque è un altro cerchio che si è chiuso ed è la conferma che nello sport la programmazione è tutto. Nulla, infatti, nasce per caso.
Nba, gli Oklahoma City Thunder sono la prima finalista
I Thunder hanno sfruttato il fattore campo di gara 5 per spazzare via di nuovo i Minnesota Timberwolves (124-94) e chiudere la serie sul 4-1










