Tra l'ala progressista e quella centrista delle opposizioni corrono 600 chilometri. Tanti sono quelli che separano Roma da Milano. Nella Capitale, il 7 giugno, Pd, M5s e Avs partiranno da Piazza Vittorio e proveranno a riempire Piazza San Giovanni per gridare "basta" al massacro di Gaza. Il giorno prima, al Teatro Parenti di Milano, Azione e Italia Viva terranno un’iniziativa simile, ma con una piattaforma che contiene un chiaro riferimento all’antisemitismo dilagante e una condanna esplicita ad Hamas. Quella della manifestazione di Roma è la trascrizione della mozione unitaria presentata a metà aprile da Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni: cessate il fuoco immediato a Gaza, riconoscimento dello Stato di Palestina, stop alla vendita di armi a Israele e revisione dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Tel Aviv, tra le altre richieste. Nel mezzo, i riformisti del Pd — ma non solo loro — che si sottoporranno a un tour de force per non far mancare la propria presenza a entrambe le manifestazioni. Tra questi, i parlamentari Simona Malpezzi, Marianna Madia, Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Graziano Delrio, Piero Fassino, Valeria Valente, Walter Verini, Sandra Zampa, Alfredo Bazoli e Virginio Merola. Ma anche gli europarlamentari Pina Picierno, Giorgio Gori, Elisabetta Gualmini e Pierfrancesco Maran. Piero Fassino fa sapere che sarà in piazza, purché si tratti di una manifestazione in cui, assieme a Netanyahu, vengano condannati anche i crimini commessi da Hamas. Un modo per cercare di tenere insieme le due anime delle opposizioni, fanno sapere fonti riformiste del Pd. Nessuna polemica, insomma, anche per non creare ulteriori difficoltà in vista delle regionali d’autunno.