Vetrina di una filiera industriale che vede l’Italia tra i Paesi leader nel mondo per produzione ed export, Marmomac ha presentato ieri la sua 59esima edizione, che prevede l’arrivo nei padiglioni di Veronafiere - dal 23 al 26 settembre prossimi - di circa 1.500 espositori da oltre 54 Paesi. Sui visitatori, gli organizzatori non si sbilanciano, ma l’obiettivo è superare i risultati del 2024, quando si sono registrati più di 50mila operatori professionali, per il 68% in arrivo dall’estero (150 nazioni), un dato che fa di Marmomac la manifestazione più internazionale nel portafoglio di Veronafiere.

Espansione internazionale

Proprio la crescita internazionale è uno dei due driver su cui si fonda la strategia di sviluppo della manifestazione avviata dal gruppo fieristico, come spiega il direttore generale Adolfo Rebughini: «Lo scorso febbraio abbiamo organizzato la prima edizione di Marmomac Brasile, portando a San Paolo, e dando una nuova immagine, a Vitória Stone Fair, la fiera del settore che da anni gestiamo in questo Paese che è il quarto al mondo per produzione di materiali lapidei e il quinto per esportazioni». Altro importante tassello nella strategia estera è stata la presenza assieme al veliero Amerigo Vespucci nella tappa di Doha, in Qatar, per consolidare i contatti in Medio Oriente, sbocco decisivo per l’industria italiana del marmo e dei macchinari per la lavorazione dei materiali lapidei, protagonisti della fiera veronese. E poi la missione a Houston, supportata dall’Agenzia Ice, dal ministero per gli Affari esteri e dalla rete diplomatica, per far incontrare dieci importanti aziende del settore con selezionati studi di architettura e design degli Stati Uniti, mercato in fortissima espansione, su cui ora pende l’incognita dei dazi.