Dopo la chiusura del negozio di Milano, a due passi da Corso Como, avvenuta nell’agosto del 2024, cala la serranda anche sullo store romano di Chiara Ferragni. “Nel quadro di una più efficiente allocazione delle risorse, Fenice S.r.l. ha deciso di intraprendere una razionalizzazione delle sue attività, che include, tra le altre cose, la chiusura del punto vendita di Roma e la liquidazione di Fenice Retail S.r.l.”, si legge nel comunicato ufficiale diffuso nelle scorse ore dalla società che detiene i diritti del brand di Chiara Ferragni. Tradotto in altre parole, chiude il monomarca di Via del Babuino, nel cuore del centro storico della Capitale, quello che all’inizio del 2024 era finito al centro delle cronache per essere stato vandalizzato: alcuni ignoti si accanirono sulla targa del negozio, imbrattandolo con le scritte “bandita” e “truffatrice”, un chiaro riferimento al Pandoro gate che in quel momento era scoppiato in maniera clamorosa.

A distanza di un anno e mezzo, certificata la fuga di clienti, il calo netto degli utili, la fuga dei brand e il crollo della reputazione, Chiara Ferragni tenta di invertire la rotta attraverso il rilancio aziendale e un restyling del suo marchio. La prima mossa è stata quella di sottoscrivere interamente un aumento di capitale di 6,4 milioni di euro, assumendo così il controllo quasi completo della società. Una mossa che nel comunicato di poche ore fa viene definita come un’operazione che “testimonia la determinazione e l’impegno di Ferragni nel rilancio e nella crescita della società. Un esempio italiano unico di imprenditoria femminile, che evidenzia come una figura di successo possa investire nel futuro della propria azienda con azioni concrete e mirate”.