Gli Uffizi tornano a proporsi con una mostra e lo fanno raccontando un secolo di arte con il quale i fiorentini hanno poca dimestichezza, nonostante sia fondativo della storia della città: il Settecento. Nelle stanze al piano terra dell'ala di levante, dove nel prossimo futuro sarà ospitata la sezione di storia delle collezioni tanto desiderata dal direttore Simone Verde, apre fino al 28 novembre Firenze e l'Europa. Arti del Settecento agli Uffizi. Il secolo che assisté alla fine della dinastia dei Medici e all'arrivo a Firenze dei Lorena, la nascita degli Uffizi intesi come museo moderno e il patto di famiglia dell'Elettrice palatina, nonché la prima abolizione della pena di morte nella storia, viene raccontato attraverso 150 opere – principalmente dipinti, ma anche sculture, porcellane, mobilia - selezionate tra gli oltre mille oggetti di quest'epoca che si trovano nei depositi. In alcuni casi non esposti da molto tempo, in quanto provenienti dalle sale dove negli ultimi anni si sono svolti i lavori di ampliamento del museo. Quadri di Goya, Canaletto, Tiepolo, Mengs, van Wittel, Liotard ed altri, per raccontare come si è evoluto il gusto nel corso del XVIII secolo, e come l'arte ha saputo rappresentare i cambiamenti sociali, culturali, economici della società.
L’Europa del Settecento in mostra agli Uffizi
150 opere selezionate tra quelle conservate nei depositi raccontano come l’arte ha saputo interpretare i cambiamenti del XVIII secolo






