Oltre 126 chilogrammi di cocaina «in purezza» divisi in un centinaio di panetti. Poi gli strumenti utili a preparare le dosi e denaro in contanti. La base logistica era un appartamento di Cellatica, la distribuzione sarebbe stata capillare. E la rendita massima: fino a 14 milioni di euro, una volta immessa la cocaina sul mercato, dato il «grado di purezza» riscontrato poi in sede di analisi. In manette è finito il custode del «magazzino», un uomo di origine albanese. A condurre le indagini la Guardia di finanza, che da alcune settimane teneva d’occhio l’abitazione sospettando che dietro la facciata apparentemente anonima dell’edificio si nascondesse una vivace base dello spaccio per il rifornimento di cocaina su tutto il territorio bresciano.