“Il Consiglio Ue ha adottato gli atti giuridici che revocano tutte le misure restrittive di natura economica nei confronti della Siria, ad eccezione di quelle basate su motivi di sicurezza. L’adozione formalizza la decisione politica annunciata il 20 maggio e mira a sostenere il popolo siriano nel processo di riunificazione e ricostruzione di una Siria nuova, inclusiva, pluralistica e pacifica”. Lo si legge in una nota.
Il Consiglio ha anche rimosso 24 entità dall’elenco UE delle entità soggette al congelamento di fondi e risorse economiche. Molte di queste entità sono banche, tra cui la Banca Centrale della Siria, o società che operano in settori chiave per la ripresa economica della Siria, come la produzione e la raffinazione del petrolio, il cotone e le telecomunicazioni, mentre altre sono media e emittenti televisive.
“Questa decisione è semplicemente la cosa giusta da fare, in questo momento storico, affinché l’Ue sostenga realmente la ripresa della Siria e una transizione politica che soddisfi le aspirazioni di tutti i siriani. L’UE è stata al fianco del popolo siriano negli ultimi 14 anni e continuerà a farlo. Oggi l’UE ribadisce il suo impegno come partner per la transizione, un partner che aiuta il popolo siriano a riunirsi e ricostruire una Siria nuova, inclusiva e pacifica” ha commentato Kaja Kallas, responsabile della politica estera europea.












