«È arrivato il momento di investire, in Europa, in Italia e nelle imprese del nostro continente». Un Vittorio Colao così ottimista era tempo che non si vedeva. «In un mondo non facile, scosso da leadership tanto forti quanto imprevedibili, abbiamo il dovere di infondere ai giovani europei sicurezza. Di trasmettere un messaggio di ottimismo e ambizione al tempo stesso. Basta girare per l’Europa per vedere quanto cresca la nostra attrattività in campo accademico ed economico».

Un ottimismo comprensibile. Il 29 maggio Colao sarà a Boston ad Harvard dove sarà premiato come vincitore dell’Alumni Achievement Award 2025 della Harvard Business School. È il più alto riconoscimento dato agli ex studenti per i risultati ottenuti. A scorrere l’elenco di chi lo ha preceduto si ritrovano presidenti della Banca Mondiale, banchieri come Jamie Dimon alla guida di JPMorgan. E capitani d’impresa mitici come Jeffrey Immelt della General Electric, finanzieri come Ray Dalio fondatore del maggiore hedge fund al mondo, il Bridgewater Associates. E così Colao, appassionato d’Europa ma premiato dall’America, si ritroverà a essere il primo italiano e tra i pochissimi europei di quel club creato dalla prestigiosa università statunitense. Conterà far crescere un’azienda dal niente (Omnitel), farla diventare Vodafone, essere protagonista di investimenti e operazioni finanziarie in tutto il mondo per centinaia di miliardi, stare nel board di colossi come Unilever e Verizon e poi essere stato ministro del digitale in Italia.