È il 1.189° giorno di guerra in Ucraina
Washington attende il «memorandum» promesso da Putin
La Casa Bianca attende da più di una settimana il «memorandum di pace» promesso dal presidente russo Vladimir Putin a Donald Trump durante il loro recente colloquio telefonico. Il documento dovrebbe illustrare le condizioni russe per un cessate il fuoco in Ucraina, e fare da base per la prosecuzione dei negoziati tesi a porre fine al conflitto nell'Europa orientale. Secondo fonti della Casa Bianca e funzionari statunitensi citati dall'emittente televisiva «Cnn», Mosca non ha ancora inviato il documento, e si spiega anche con questo ritardo la crescente impazienza del presidente degli Stati Uniti, che starebbe valutando l'imposizione di nuove sanzioni contro la Russia. Washington ha già studiato possibili sanzioni nelle scorse settimane, ma sino ad ora Trump non ne ha approvato l'adozione. Domenica, dopo i massicci attacchi missilistici sferrati dalla Russia contro diverse città ucraine, l'inquilino della Casa Bianca ha però dichiarato che prenderà «assolutamente» in considerazione l'adozione di nuove misure sanzionatorie.
La tensione è esplosa ieri sera su X, teatro di un diverbio a distanza tra il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitrij Medvedev, e Keith Kellogg, inviato speciale di Trump per Ucraina e Russia. Commentando il messaggio di Trump, Medvedev ha scritto: «Conosco solo una cosa davvero brutta: la Terza Guerra mondiale. Spero che Trump lo capisca!». Kellogg ha ribattuto: «Alimentare paure di una Terza Guerra mondiale è un commento sconsiderato e indegno di una potenza mondiale. Il presidente Trump sta lavorando per fermare questa guerra e porre fine alle uccisioni. Attendiamo ancora il vostro memorandum promesso una settimana fa. Cessate il fuoco ora».






