«Un giorno mia figlia Anna mi disse: ‘Sai papà, sei il mio supereroe, senza mantello ma con il superpotere di essere mio papà, il più forte del mondo’. Ma adesso che il mio angelo non c’è più, quel supereroe è stato sconfitto da un dolore immenso». È con centinaia di palloncini bianchi e azzurri liberati in aria, con il suono dei «fischi del nostromo» e con decine di ragazzi che si alternavano sull’ambone per leggere la loro lettera d’amore, che la comunità di Malcontenta, questa mattina, ha dato l’ultimo saluto ad Anna Chiti, la 17enne morta cadendo da un catamarano a Sant’Elena durante una manovra di ormeggio nel suo primo giorno di lavoro.
Tragedia del catamarano: duemila persone al funerale di Anna Chiti. E i marinai suonano i «fischi del nostromo»
Lo strazio del padre: «Mi dicevi che ero il tuo supereroe». Centinaia di palloncini liberati nel cielo dagli amici







