Sembra essersi arrestata la flessione delle partenze e il calo del giro d’affari che negli ultimi anni ha contrassegnato i ponti primaverali. Quest’anno partiranno per il ponte del 2 giugno circa 14,9 milioni contro i 15,2 del 2024 con un business che, secondo una indagine Tecnè per la Federalberghi, rimarrà intorno ai 7 miliardi, fatturato in linea con quello dello scorso anno, pari a una spesa pro capite di 470 euro tutto compreso. Più della metà dei vacanzieri ha adattato la propria vacanza tenendo in considerazione i maggiori costi. Venerdì 30 maggio si preannuncia una giornata da bollino rosso per il traffico autostradale quando partiranno circa 8,7 milioni di italiani per una breve pausa, un primo assaggio delle vacanze estive. Solo il 7,6% andrà all’estero mentre la maggioranza sceglierà le località rivierasche. Dopo il mare, seguiranno a ruota le città d’arte, la montagna, i laghi e le località termali.
«Il fatto che quasi 15 milioni di italiani si metteranno in movimento per godersi una seppur breve pausa legata alla Festa della Repubblica, sembra davvero sancire un ritorno al meglio del turismo italiano, con tante famiglie che riprendono il gusto di viaggiare assieme, magari anche optando per luoghi di prossimità, facilmente raggiungibili, purché si tenga fede al progetto vacanza – spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi –. La voglia di Italia non è ancora passata: il 92,4% dei viaggiatori, abbiamo visto, resterà, per così dire, nei propri lidi. Magari assaporando un’esperienza che potrebbe ripetersi nella stagione estiva. Ancora una volta abbiamo potuto constatare che le strutture alberghiero ricettive riscuotono l’interesse dei nostri concittadini: secondo la nostra indagine, gli alberghi e i villaggi turistici rappresentano il 24,4% delle scelte. Un bel segnale per il nostro settore che è in continua evoluzione, anche e proprio con l’obiettivo di intercettare e valorizzare progressivamente le nuove tendenze della nostra clientela».










