Sono 17 i paesi, tra cui l’Italia che figura tra i promotori insieme alla Grecia, che hanno firmato il documento presentato oggi al Consiglio agricolo Ue in corso a Bruxelles per chiedere «un bilancio coerente e dedicato» per la prossima Politica agricola comune (Pac) post 2027.

Nel documento, presentato in occasione dell’avvio del dibattito pubblico sulla Comunicazione della Commissione sulla Politica agricola del futuro (la cosiddetta “vision” del nuovo commissario all’Agricoltura Christophe Hansen), gli Stati membri condividono «le forti preoccupazioni circa l’idea, spesso avanzata, di istituire un fondo unico e un piano nazionale che sostituirebbero l’attuale approccio basato su fondi e programmi separati per agricoltura e pesca. Ciò comporterebbe – si legge nel testo promosso da Italia e Grecia – il rischio concreto di indebolire l’efficacia e la coerenza delle politiche e di perdere la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze del settore».

Il documento (firmato tra gli altri anche dalla Francia) sottolinea come la Pac attuale, basata sui due pilastri degli aiuti diretti e dello sviluppo rurale, svolga un ruolo indispensabile nel garantire alla popolazione europea alimenti di alta qualità, sicuri e a prezzi accessibili e nel preservare la base produttiva naturale: «L’attuazione dei piani strategici 2023-2027 della Pac, basata su una massiccia e fondamentale riforma sistemica per adattarsi alle sfide e alle crisi attuali, è stata molto impegnativa ed è appena iniziata in tutta Europa. La continuità delle misure e delle strutture di attuazione è quindi la chiave per il successo».