E’ di qualche settimana fa l’annuncio di OpenAI sulla nuova funzionalità di ChatGPT per la generazione delle immagini. In poche ore la rete è stata invasa di immagini generate con le nuove features generando lo stupore di tutti per il salto di qualità che la macchina sa generare. Con un prompt di poche righe si può chiedere all’intelligenza artificiale di generare immagini, praticamente perfette e ricca di particolari.
Non si tratta solo di realizzare un immagine, come un software grafico o di fotoritocco. Quello che ChatGPT riesce a fare, grazie all’integrazione con il modello DALL-E, appare ai nostri occhi, qualcosa di più vicino all’immaginazione che alla semplice realizzazione tecnica di un immagine partendo dalla descrizione di una frase.
Scrivere il prompt è come chiedere alla macchina di immaginare qualcosa. Come parlare con un bravo disegnatore, descrivendogli i dettagli di quello che vogliamo, alimentando la sua capacità di ascoltarci e di porre su un foglio di carta l’immagine delle nostre parole.
Tutto questo genera stupore. Lascia letteralmente a bocca aperta. Ci costringe, davanti a quell’immagine immaginata e generata, ad avvicinare lo sguardo a caccia di dettagli che tradiscano la precisione dell’esecutore.







