MOUNTAIN VIEW - «Non è sempre una gara. La vera domanda è: stiamo affrontando le sfide che contano davvero?». Pushmeet Kohli, VP Science & Strategic Initiatives di Google DeepMind, non ama le narrazioni da competizione geopolitica. Parla invece con passione di «problemi nodo radice», di linguaggio della vita e del valore del dubbio. Il Corriere, insieme a un piccolo gruppo di altri giornalisti europei, ha potuto incontrarlo a Google I/O per parlare delle sfide di DeepMind nel campo della scienza e di come l’evoluzione dell’Ai stia portando a scoperte in grado di risolvere alcuni dei grandi problemi della biologia e non solo. Ricordiamo che l’impatto di AlphaFold, uno dei prodotti di DeepMind, è stato ritenuto dalla comunità scientifica così rivoluzionario da aver fatto ottenere ai suoi ideatori, Demis Hassabis e John Jumper, il Premio Nobel per la Chimica 2024 (qui potete leggere l'intervista a Hassabis). Nella chiacchierata è stato anche affrontato il ruolo dell’Europa, la sua attenzione a una regolamentazione rigorosa dell’Ai e la necessità, secondo Kohli, di continuare a investire in queste nuove tecnologie. Quello che è emerso dal colloquio è che il vicepresidente della Ricerca in DeepMind abbia una visione dell’intelligenza artificiale profondamente intrecciata alla responsabilità scientifica.
Kohli (Google DeepMind): «Serve un Cern dell'Ai. Le vere priorità sono le sfide globali, non è una gara a chi arriva primo»
Abbiamo parlato con Pushmeet Kohli, responsabile della ricerca su AI per la scienza a DeepMind, tra scelte etiche, collaborazioni accademiche e le sfide scientifiche che l’IA può (davvero) risolvere. Con un punto fermo: la corsa dell'Ai non è una gara a chi arriva primo






