«Buonasera, non sono abituato a essere chiamato onorevole, professore sì... onorevole mi fa un po’ ridere». L’esordio della telefonata con Ignazio Marino, parlamentare europeo eletto con Avs (24.995 preferenze a Roma), è l’esempio lampante del motivo per cui quando era sindaco della Capitale, prima di essere cacciato dal suo stesso partito, il Pd, lo chiamavano «il marziano». Un soprannome che gli è rimasto addosso e che ora popola gli incubi della sinistra romana. Perché Marino vuole ricandidarsi e l’attuale sindaco dem, Roberto Gualtieri, rischia di vedersi soffiare voti preziosi per il bis nel 2027. Nel frattempo Marino visita le periferie, da Bastogi a Val Melaina fino a Ostia, ma non per campagna elettorale – assicura – bensì per raccontare ai cittadini cosa sta facendo a Bruxelles. «Le mie attività in questo momento sono soprattutto quelle che non emergono – spiega - cioè il lavoro nella commissione Salute. Fino a questa legislatura non esisteva, nessuno la voleva, a destra per un falso problema di sovranismo, a sinistra per un’idea forse esasperata secondo cui la salute dovrebbe stare nel capitolo ambiente, che è vero, ma oggi ha così tanto a che fare con le nuove tecnologie, rispetto a tanti anni fa, che serve il lavoro della commissione per garantire a tutti i cittadini lo stesso accesso alle cure, agli stessi farmaci».
Roma, il ritorno del Marziano Marino: “Voglio sfidare Gualtieri. Il Pd mi ha cacciato perché hanno paura della legalità”
«Buonasera, non sono abituato a essere chiamato onorevole, professore sì... onorevole mi fa un po’ ridere». L’esordio d...







