E’ stata chiesta l'archiviazione per le presunte violenze subite da un ragazzino di Genova da padre Andrea Melis, arrestato un anno fa con l'accusa di violenza sessuale su minore. Resta in piedi l'accusa per il primo episodio contestato, quello su un chierichetto della provincia di Savona, per cui il sacerdote chiederà il rito abbreviato il 29 maggio, puntando allo sconto di pena.
Il sacerdote della comunità dei Padri Scolopi (difeso dagli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino) secondo l'accusa avrebbe compiuto abusi per anni su un chierichetto dodicenne. In cambio gli avrebbe dato soldi, abiti griffati, videogiochi e ricariche del telefono.
I carabinieri lo accusavano di avere anche tentato approcci con altri sette ragazzini, a cui avrebbe dato sigarette elettroniche oltre che abiti. Per quegli episodi, però, i militari non avevano trovato abbastanza riscontri. Era rimasto solo un episodio che però il ragazzino non aveva confermato in incidente probatorio e per questo la procura savonese ha chiesto l'archiviazione.
La Curia lo aveva sospeso dopo che era stato perquisito l'alloggio dove viveva. Appartenente all'Ordine dei Padri Scolopi, era direttore di una scuola elementare nel capoluogo ligure e presidente di Fidae Liguria (Federazione di scuole cattoliche primarie e secondarie) oltre che parroco a Finale Ligure.








