Le novità della bozza del Protocollo dell’America’s Cup 2027, l’insieme delle regole che governerà l’evento, stilato dal detentore del trofeo, vale a dire Emirates Team New Zealand, è sorprendente. I team sfidanti, infatti, pongono l’obbligo di avere nel sailing team di bordo almeno una donna (di qualsiasi età) e un giovane Under 25. Sarebbe una rivoluzione, soprattutto la prima: dopo 176 (così nel 2027), dunque, potrebbe essere assicurata la presenza di una velista sugli AC75 nelle regate della Louis Vuitton Cup e del Match dell’America’s Cup.
Via i ciclisti, largo al 7° uomo
Altro novità, la riduzione della squadra di bordo da otto a sei componenti e la possibilità di avere un ospite. Tornerebbe, insomma, in questo caso il 7° uomo, che sarebbe un posto d’onore per i patron (ricordiamo Raul Gardini fumante a poppa del Moro di Venezia), per i loro sponsor. Sempre che qualcuno non si venda l’experience.
Sparirebbero poi i “ciclisti”, i pedalatori che dovevano produrre energia per i sistemi di bordo: sarebbero sostituiti da batterie elettriche. E anche questa sarebbe una innovazione.
Sarebbe anche allentata la regola della nazionalità. Ogni team potrebbe avere due velisti stranieri, purché non abbiano disputato la Coppa nell’ultima edizione, così intenendo Preliminary, LVC, Coppa (lo possono aver fatto invece la donna e il giovane under 25). Il che, fa parlare di una norma ad hoc per impedire che il transfuga di Team New Zealand, il fuoriclasse timoniere Peter Burling, che ha portato alla vittoria del trofeo gli All Blacks per tre volte di fila, non vada alla ruota su una barca rivale dei Kiwi. Potrà fare il coach, l’esperto sotto un’altra bandiera, ma non salirà in barca. Attenzione, però, non è ancora deciso nemmeno su questo punto, che viene indicatio come “in corso di revisione)







