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La procura di Prato sta indagando sulla scomparsa di una donna vista per l’ultima volta in un residence della città giovedì scorso. La donna, Denisa Maria Adas, ha una trentina d’anni, lavora come escort ed è di origine romena. La sera di giovedì aveva telefonato alla madre, finendo di parlarle attorno a mezzanotte. Dopodiché non si sono più avute sue notizie: l’ultima cella a cui si è connesso il suo telefono, pochi minuti dopo la chiamata, è vicina a uno svincolo autostradale non lontano dal residence.
La stanza in cui alloggiava Adas è stata trovata in ordine, con la chiave, ma mancava la chiave dei portoni esterni del residence. Nella sua auto, parcheggiata da giorni davanti alla struttura, sono stati trovati i suoi documenti. Lei viveva a Roma con la madre, si trovava temporaneamente a Prato e avrebbe dovuto spostarsi per qualche giorno a Bologna, prima di tornare a Roma.
Lo sviluppo più recente delle indagini è l’iscrizione nel registro degli indagati della madre, per false dichiarazioni ai pubblici ministeri. Secondo le indagini, la madre avrebbe detto ad amiche e colleghe di Adas di essere in contatto con un avvocato calabrese, il quale sostiene che la donna sarebbe stata rapita da un gruppo di criminali romeni che la starebbero costringendo con la violenza a prostituirsi. Nei suoi interrogatori però la madre non aveva menzionato questo avvocato, la cui identità non è nota e la cui versione è comunque totalmente da verificare.










