L’innovazione come motore e la tradizione come scudo. È un’arma dei Carabinieri che guarda in avanti quella delineata e raccontata dal comandante generale Salvatore Luongo, intervistato da Roberto Arditti (editorialista de «Il Tempo»), nel corso dell’evento «L’arma, il valore della legalità e l’esperienza internazionale» durante il Festival dell’Economia di Trento. Con la prospettiva di puntare sempre di più sulla formazione ma anche sulla contaminazione per aprirsi ai giovani.

«Vogliamo investire nei giovani perché noi riteniamo che i giovani siano portatori di idee, idee sicuramente valide che possono poi trasformarsi in azioni concrete». Ma incombe il problema del decremento demografico: «Il bacino su cui noi lavoriamo oggi è un bacino inferiore rispetto a quelli che avevamo tanto tempo fa». Come ha ammesso il comandante generale «il giovane è attratto da tante cose, ma quando non vede la capacità di identificarsi in un’organizzazione che, sia funzionale alla propria crescita umana e professionale, lo l’allontana quell’organizzazione ed è più attratto dai facili risultati rispetto al sacrificio, per questo dobbiamo investire sulla formazione». Il tutto nel segno della necessità di un cambio di approccio.