Una serata così la Serie A non la viveva da anni. Inter e Napoli si contenderanno lo scudetto negli ultimi 90 minuti (ammesso che bastino) giocando, rispettivamente, a in trasferta a Como e in casa contro il Cagliari. Quella di questa sera non è solo la sfida (a distanza) tra le due squadre che hanno dominato gli ultimi tre campionati, ma anche tra due aziende sportive che incarnano forme di governance opposte: da un lato, un fondo di investimento con base a Los Angeles, Oaktree, che ha preso da poco le redini del team subentrando a una proprietà cinese; dall’altro lato, una presidenza italiana, quella di Aurelio De Laurentiis, che da oltre vent’anni ha risollevato le sorti di una squadra sprofondata in Serie C dopo un clamoroso default.
Inter e Napoli oggi rappresentano plasticamente i poli opposti del calcio italiano (e non solo), ma sono alle prese con problematiche analoghe - infrastrutturali, di crescita internazionale del brand e di sviluppo della matrice entertainment del modello di business - che sarà indispensabile risolvere con successo per provare a restare ai vertici di una Football Industry sempre più globalizzata e orientata alle norme finanziarie.
La stato di salute dell’Inter










