Nel corso della sua lunga carriera, Lady Gaga ha dimostrato di essere uno dei personaggi più istrionici dell’universo musicale. È passata dalla pop-dance dei suoi primi album, come The Fame (2008), allo stile più rock di Born This Way (2011) e alle inflessioni country di Joanne (2016), per arrivare a interpretare i classici del canzoniere americano insieme all’amico Tony Bennett. A parte avere sicuramente reso nervosa in varie occasioni la sua casa discografica, la natura mutevole del talento musicale di Lady Gaga non ha comportato evidenti svantaggi per la sua carriera. Infatti è tra gli unici tre interpreti solisti, insieme a Michael e Janet Jackson, ad avere raggiunto più volte il primo posto nella classifica dei singoli Billboard Hot 100 nel corso di tre decenni. Ha inoltre vinto 14 Grammy Awards, tra cui uno all’inizio di quest’anno per il suo duetto con Bruno Mars Die With a Smile.
Questa serie di successi ha reso particolarmente interessante scoprire che il suo nuovo album Mayhem sarebbe stato un ritorno al sound pop dei primi lavori. Per un’artista sempre pronta a sorprendere, questo rientrare in un territorio familiare è perlomeno curioso. Sperava di catturare un po’ di nostalgia? Di attuare una sorta di ringiovanimento tornando alle origini? O forse la realizzazione di un album “dal sound classico” avrebbe costituito una specie di meta-esame della propria musica e immagine?






