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Attualmente vivono in Libia più di 850mila persone migranti, il numero più alto da quando l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), l’agenzia dell’ONU che si occupa di migranti, ha iniziato a contarle, nel 2016. Sono 300mila in più della fine del 2020 e fra loro ci sono quasi 100mila minori, di cui circa 34mila minori non accompagnati. I dati sono stati pubblicati in un rapporto uscito questa settimana e che si riferisce a gennaio e febbraio del 2025.
Sono numeri che per essere interpretati necessitano di qualche premessa: riguardano tutte le persone migranti in Libia, anche quelle che al momento non hanno intenzione di cercare di raggiungere l’Europa via mare. E sono soltanto stime approssimative: ormai da anni migliaia di persone migranti finiscono nei centri di detenzione – in cui le botte, le torture e gli stupri sono quotidiani – la maggior parte dei quali è inaccessibile anche per OIM, l’unica organizzazione internazionale che ha una presenza stabile nel paese.
La Libia è sia una destinazione finale per molti migranti, dato che fino a pochi anni fa era uno dei paesi più ricchi del Nord Africa, sia il principale paese di partenza dei migranti che provano a raggiungere l’Europa via mare.








