Il Parlamento europeo ha detto sì all’aumento dei dazi Ue sui fertilizzanti e a nuove barriere tariffarie sui prodotti agricoli di origine russa e bielorussa non ancora soggetti a dazi doganali aggiuntivi. Con 411 voti a favore, 100 contrari e 78 astensioni, l’Europarlamento ha approvato la proposta della Commissione di aumentare del 50% i dazi su zuccheri, aceto, farina e mangimi, e di fissare un dazio del 6,5% sui fertilizzanti importati dai due Paesi, a cui si aggiungono tariffe comprese tra 40 e 45 euro a tonnellata per il biennio 2025-2026.

Il regolamento dovrà ora essere adottato formalmente dal Consiglio e la sua entrata in vigore è prevista per i primi di luglio. Ma gli agricoltori europei sono già scesi sul piede di guerra. Il Copa-Cogeca, la maggiore lobby del settore agricolo europeo a Bruxelles, pur riconoscendo il contesto politico alla base della decisone, in una nota punta il dito contro «la totale mancanza di considerazione per le fonti alternative, l’assenza di una valutazione d’impatto e la mancanza di chiarezza sulle implicazioni di mercato» e sottolinea «le gravi conseguenze economiche e operative che questa proposta rappresenta per il settore agricolo dell’Ue». I fertilizzanti costituiscono una importante voce di costo per gli agricoltori: «Se l’Ue è determinata a ridurre la dipendenza dai fertilizzanti russi e bielorussi - scrive ancora il Copa-Cogeca - deve presentare un’alternativa credibile e lungimirante».