Caro Alberto,

stento ancora a credere che oggi ricorrono cinque anni dalla tua scomparsa, sopravvenuta il 23 maggio del 2020. Perderti così improvvisamente, mentre eravamo entrambi impegnati in una serena escursione vicino Boston, è stato per me un colpo durissimo. Tu eri uno degli uomini più brillanti e avventurosi, e tra i più dotati di curiosità intellettuale, che io abbia mai conosciuto. Conservo nel profondo del mio cuore il ricordo dei ventidue anni trascorsi insieme, a sciare fuori pista sulla neve fresca, a gustare le ostriche nel nostro ristorante preferito di Back Bay, a scalare i sentieri più pittoreschi delle Alpi, discutendo del nostro lavoro dei nostri progetti futuri. Sei stato tu a incoraggiarmi a vivere con passione. E oggi, senza di te, continuo a trarre forza dalle tue «affettuose sollecitazioni», che mi spingono ad avventurarmi nella natura al di fuori della mia zona di sicurezza, come pure a ripensare la mia carriera professionale.