Appena il 14 maggio scorso alcuni importanti indicatori finanziari toccavano massimi inattesi. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari superava i 40 mila punti, un evento cui non si assisteva da ottobre del 2007. In contemporanea, a pochi giorni dalla promozione del debito italiano da parte dell’agenzia S&P, che aveva innalzato il rating da tripla B a tripla B+, il differenziale di rendimento tra i Btp e i Bund tedeschi a 10 anni scendeva a 100 punti, anche questo un risultato che ci riportava ad un’epoca più felice, il settembre del 2021, quando a Palazzo Chigi governava l’ex presidente della Bce Mario Draghi. A meno di dieci giorni di distanza da quegli eventi qualche cosa sembra scricchiolare nel "sentiment" - l’umore - in questo caso positivo dei mercati. Vediamo che cosa.