È in graduale ripresa la circolazione ferroviaria fra Genova Nervi e Recco, sulla linea Genova-Pisa.
La circolazione dei treni questa mattina aveva subito forti rallentamenti a causa della caduta accidentale di un grosso albero sulla sede ferroviaria sottostante che ha provocato danni anche alla linea elettrica. Le attività di potatura erano state avviate in orario notturno, durante l'assenza di treni, a carico di un soggetto privato.
I tecnici di RFI sono prontamente intervenuti per rimuovere l'ingombrante albero e riparare i danni subiti al fine di ripristinare la piena funzionalità dell'infrastruttura.
I viaggiatori in attesa nella stazione di Genova Nervi sono stati assistiti dal personale di FS con generi di conforto.
“Sicurezza e prevenzione per chi viaggia? Puntualità ed efficienza del trasporto pubblico? Queste sconosciute. In Liguria siamo alla frutta! Eppure, il viceministro del Mit mistifica quotidianamente la realtà: il caso Firpo-Buonarroti, ad esempio, grida vendetta per le bugie opportunamente confezionate pur di giustificarne l’abbattimento per far posto a uno Skymetro che non risponderà alle esigenze territoriali. E non pago, le correda con dichiarazioni che, come minimo, insultano l’intelligenza dei cittadini. Ma lo sa Rixi che abbiamo infrastrutture inadeguate? A dirlo oggi è anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei trasporti, secondo cui le carenze sono gravi: forse sarebbe stato il caso di destinare una parte dei miliardi del Pnrr a sanare l’esistente. Manca del tutto una visione che garantisca ai cittadini una circolazione sicura ed efficiente. Soprattutto, manca serietà e rispetto per chi sceglie il trasporto su ferro. Mentre quelli al Governo nazionale, regionale e cittadino si lodano dandosi pacche sulle spalle per la Diga o per la forzatura dello Skymetro, in Liguria basta un albero a mandare in tilt la circolazione ferroviaria da Levante a Ponente e viceversa, con ovvie conseguenze su quella stradale. Questa mattina, per lo stop sulla linea con i treni tutti in tilt, le corriere sembravano carri bestiame e le strade erano conseguentemente intasate dai mezzi privati di chi non può permettersi di non onorare impegni di lavoro, studio, famiglia o salute. Quello di oggi, peraltro, è solo l’ultimo vergognoso disservizio sulle spalle dei pendolari”.






