Piano piano, il M5s sta mandando definitivamente in soffitta il limite dei due mandati.

Il colpo più duro lo ha dato la Costituente di novembre, con il via libera degli iscritti. Ma è in queste settimane che il processo arriverà a conclusione, con la definizione dei criteri. La regola principe prevede che i mandati non possano mai essere più di tre. Che è il modo con cui il presidente del M5s Giuseppe Conte tenta di arginare il "liberi tutti'' nei gruppi e di scongiurare "il carrierismo".

Per raggiungere la soglia massima sono previste più strade. Una prevede che gli esponenti Cinque stelle con due legislature di fila alle spalle in Parlamento possano tornare di nuovo in campo solo dopo averne saltata una: è il cosiddetto stop and go. Potrebbero quindi essere già ricandidabili molti big "a riposo", come l'ex vicepresidente del Senato Paola Taverna e l'ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Un altro criterio prevede la possibilità di tre mandati di fila, ma previo deroga proposta dal presidente del Movimento, che ora è Giuseppe Conte, poi sottoposta al parere del consiglio nazionale e infine la voto della base. I senatori e i deputati con due mandati all'attivo potrebbero anche partecipare alla corse per la presidenza di una Regione e a sindaco di una città.