In cinque mesi avrebbero "fatturato" quasi un milione e mezzo di euro. Denaro fatto sparire e riapparire da un lato all'altro dell'Europa grazie all'hawala, la tecnica dei soldi volanti che attraverso "broker" dislocati in due diverse città permette ai trafficanti di muovere denaro senza mai spostarlo realmente, in maniera virtuale. Il funzionamento è semplice: un emissario raggiunge il punto da cui "spedire" i soldi - in questo caso un negozio cinese in via Alfieri a Milano -, mentre il secondo uomo si presenta nell'altra città alla località indicata. Una parola prestabilita, o il numero seriale di una banconota, e il gioco è fatto: il denaro è incassato. Tanto denaro, in pochissimo tempo.
Miracoli della droga, come quella che avrebbero acquistato, venduto e trafficato le 24 persone arrestate ieri dalla polizia in un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia. Donne e uomini - 17 in carcere, 7 ai domiciliari - che avrebbero fatto parte di tre distinti gruppi criminali, tutti dediti allo spaccio di hashish, marijuana e cocaina e tutti in qualche modo collegati tra di loro. In un mondo, quello della droga, in cui spesso e volentieri i fornitori hanno più di un cliente. E in cui può capitare che trafficanti di stanza a Milano acquistino la droga in Spagna e in Sud America riuscendo poi a piazzarla anche nel resto d'Italia, da Roma fino a Palermo.








