La morte in Ucraina dell’italiano Antonio Omar Dridi è stata confermata questa mattina sui social dall’organizzazione Memorial – International Volunteers for Ukraine. Il trentaquattrenne di origine palermitana era andato in Ucraina per combattere contro l’invasione russa. Si tratta del quinto foreign fighter italiano ucciso dall’inizio della guerra.
La notizia si era diffusa già alcune settimane fa, ma non era arrivata nessuna conferma. La Farnesina aveva comunicato che risultava “disperso in azione dal 27 marzo”. L’ultimo contatto con la sorella Noah era di metà marzo. A fine marzo a Palermo era arrivata una seconda chiamata, questa volta di un compagno d’armi di Dridi. Alla sorella raccontò che il bunker dove si nascondeva era stato bombardato. Da allora nessun contatto con i commilitoni o con i familiari. Il suo telefono risultava spento.
Antonio Omar Dridi da anni viveva all’estero. Era un cuoco che ha lavorato prima in Austria e poi in Germania. In un’intervista Rai ad aprile la sorella lo aveva definito “uno spirito libero, non ha mai voluto rimanere fermo in un posto”.







