Nessun palombaro scenderà a 49 metri di profondità per compiere operazioni sul relitto del Bayesian, il veliero di 56 metri affondato la notte del 19 agosto a mezzo miglio dalla costa di Porticello. Dopo la morte di Rob Cornelis Huijben, ucciso il 9 maggio da un’esplosione mentre tagliava la cerniera che aggancia il boma all’albero della barca, la società Tmc Marine ha rivisto il piano per il recupero del relitto, sostituendo le lavorazioni dei sub con quelle dei robot subacquei. «Negli ultimi 10 giorni, il team ha sviluppato metodi alternativi per svolgere alcune attività di recupero – dice Marcus Cave, direttore di Tmc Marine – Ciò ridurrà al minimo le attività di immersione e aumenterà l’uso di attrezzature controllate direttamente dalle piattaforme di lavoro galleggianti. Sebbene questa modifica aumenterà i tempi di completamento del progetto, continuerà a dare priorità alla sicurezza di coloro che lavorano a questa complessa operazione».
Bayesian, portato a galla il boma del veliero. Nessun portellone si è chiuso prima del naufragio
di Francesco Patanè
19 Maggio 2025
Dopo la morte del sommozzatore olandese a bordo delle due navi gru c’è stato un duro confronto fra i responsabili del progetto e le maestranze. Per giorni le posizioni sono rimaste molto distanti con il rischio di una sorta di “ammutinamento” di tecnici e sommozzatori. Ipotesi rientrata quando è stato spiegato il nuovo cronoprogramma che si affida al lavoro dei robot sottomarini.










