Di certo, a cinque giorni dal voto, ci sono solo i dettagli delle rispettive chiusure di campagna elettorale. Il centrodestra alle 17 di domani pomeriggio al Porto Antico, con il solo Matteo Salvini come leader nazionale atteso sul palco insieme a Pietro Piciocchi, la premier Giorgia Meloni solo in collegamento. Il centrosinistra alle 19 di venerdì in piazza Matteotti, in scena la sola Silvia Salis, dopo una settimana di blitz “diffusi” dei leader nazionali dei partiti della coalizione.
Tutto il resto, si capirà solo da lunedì pomeriggio in poi, a spoglio ultimato e oltre. L’effettiva distanza tra i due candidati al Comune di Genova, la bontà delle scelte nei rispettivi comitati elettorali, il possibile peso nazionale di un voto mai così locale, pure i riflessi eventuali che potrebbe avere sulla sfida cittadina un rinvio al secondo turno. Un eventuale ballottaggio – mettono in guardia gli addetti ai lavori – che potrebbe in qualche modo resettare alle urne i valori in campo.
La stessa organizzazione degli eventi di chiusura delle rispettive campagne elettorali, però, in qualche modo pare saper raccontare molto del momento dei due fronti in corsa per la conquista della città. Capita a destra, dove l’assenza (salvo sorprese) di Meloni a Genova, – ufficialmente per il suo stato di salute, la febbre che l’ha costretta a saltare il Festival delle regioni a Venezia – potrebbe certificare in qualche modo la distanza tra la scena (e i partiti, soprattutto) nazionale e la contesa locale.








