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Il governo regionale delle isole Baleari, arcipelago spagnolo che comprende isole visitate ogni anno da centinaia di migliaia di turisti come Maiorca, Ibiza, Minorca e Formentera, ha annunciato che d’ora in poi smetterà di utilizzare gli influencer per promuovere le destinazioni locali.

Il dipartimento del Turismo aveva cominciato a fare influencer marketing (cioè campagne di comunicazione che sfruttano la visibilità di persone con molti follower sui social) con l’obiettivo di indirizzare i visitatori nelle zone meno gettonate dell’arcipelago, diminuendo così la pressione e i noti problemi di sovraffollamento di quelle più conosciute. La strategia si è però rivelata controproducente, perché i turisti hanno cominciato a concentrarsi in gran numero in zone remote e molto delicate dal punto di vista ambientale.

Nell’ultimo anno uno dei casi più eclatanti è stato quello di Caló des Moro, una piccolissima spiaggia che fa parte del territorio del comune di Santanyí, a Maiorca.

Da quando gli influencer hanno cominciato a condividerne immagini e video sui loro profili social, l’afflusso di turisti è aumentato notevolmente: la sindaca di Santanyí, Maria Pons, ha detto che 4mila persone e 1.200 auto raggiungono Caló des Moro ogni giorno, e che questo sovraffollamento ha fatto aumentare notevolmente le spese che il comune deve sostenere per sorvegliare e mantenere pulita la caletta, coperte interamente dalle tasse pagate dai residenti.