Al banco dei testimoni, lunedì 19 maggio, nel processo a Puff Daddy, dietro le sbarre per violenze e traffico sessuale, è apparsa la cantante Dawn Richard che ha affermato che il produttore l’avrebbe minacciata di morte, dopo averlo visto picchiare con violenza, l’allora fidanzata, Cassie Ventura.

L’accusa ha utilizzato le testimonianze della Richard e dell’ex migliore amica di Cassie Ventura per dimostrare che Puff Daddy ha fatto ricorso a violenza e minacce contro di loro. L’ex magnate del pop si è dichiarato non colpevole, ma un suo ex dipendente ha affermato che egli avrebbe definito Cassie “molto malleabile”, suggerendo un atteggiamento di controllo e sfruttamento della sua posizione di potere.

Durante la deposizione la Richard confermato che il produttore avrebbe detto a lei e a un’altra donna che aveva assistito all’aggressione che “saremmo potute scomparire” se non fossero rimaste in silenzio. Il procuratore aggiunto degli Stati Uniti Mitzi Steiner ha chiesto alla Richard cosa intendesse con “saremmo potute scomparire”. “Che potremmo morire”, ha risposto prontamente la Richard, dicendo di essere scioccata perché tutto questo era accaduto proprio mentre stava iniziando a registrare con l’imputato il brano “Dirty Money”, un trittico con lui e un altro cantante R&B.