Una sola busta. E dentro quella busta, come era stato peraltro da tanti previsto, un solo nome: quello della Rai. Nessuna sorpresa, dunque. Sanremo resta in casa, potremmo dire. Il sindaco Alessandro Mager lo sa. Parla infatti di «soddisfazione», una parola asciutta, tecnocratica che, comunque, lascia trasparire il sollievo di chi sa di aver portato a casa un risultato non scontato.
Alla scadenza del termine fissato per la manifestazione d’interesse legata all’organizzazione e alla trasmissione del Festival di Sanremo per il triennio 2026-2028 (con opzione per un’ulteriore proroga biennale), è arrivata in Comune una sola proposta, presentata dalla Tv pubblica.
Una risposta al Tar
Un passaggio atteso, che segna però una tappa rilevante nel percorso amministrativo avviato dopo la sentenza del Tar Liguria dello scorso dicembre, che aveva imposto una revisione della procedura con maggiore apertura e trasparenza. Da lì si è mossa la macchina comunale — con il sindaco Alessandro Mager in prima linea, affiancato dall’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, dal segretario generale Monica di Marco e dal dirigente del turismo Rita Cuffini — per definire un nuovo percorso regolato da un avviso pubblico e parametri economici e organizzativi ben precisi






