Nuovi dettagli sull'ingente piano di riduzione dei costi annunciato da Nissan la scorsa settimana, che prevede circa 20mila esuberi, dopo la perdita di oltre 4 miliardi di euro nell'anno fiscale concluso a marzo.
Secondo i media nipponici - che citano fonti a conoscenza del dossier, la casa auto offrirà pacchetti di prepensionamento ad almeno 3.600 dipendenti in Giappone nel settore amministrativo tra luglio e agosto, mentre saranno escluse le divisioni di ricerca e sviluppo.
Nei dettagli, i lavoratori interessati dalle misure avranno un'età compresa tra i 45 e i 64 anni e più di cinque anni di servizio continuativo. Le fonti confermano inoltre la chiusura di due fabbriche nazionali nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo, che contribuiscono al 30% della capacità produttiva del Paese. Oltre alla riduzione di circa il 15% della forza lavoro entro l'anno fiscale 2027, Nissan prevede di chiudere sette fabbriche in tutto il mondo nello stesso periodo. Con tale programma la terza casa auto giapponese per volumi di vendita mira a ridimensionare i costi amministrativi in un contesto globale in costante peggioramento per l'intero comparto a causa delle politiche tariffarie decise dal governo Trump negli Stati Uniti, che includono l'imposizione di dazi del 25% sulle auto importate a partire da aprile.






